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Amici Speciali

Alessandro Bergonzoni

 

C'è chi dice:

"dopo di me, il nulla"

È una frase da eroi,

a volte da artisti,

da persone di spettacolo.

Forse lì va bene.

Per questa Fondazione

vale il contrario:

"Dopo di me, ancora"

I tre ancora:

ancora qualcosa,

ancora qualcuno,

ancora tutto.

È la regola del tre.

L'energia che non lascia mai al buio una città

non può lasciare nell'ombra

i suoi soli splendenti.

 
Alessandro Bergonzoni
 
 
Bergonzoni Alessandro
 
 

 

10anni

 

 

Sabato 28 novembre 2015 la Fondazione Le Chiavi di Casa onlus ha festeggiato i primi dieci anni di attività. E' stato un pomeriggio di festeggiamenti, scandito da momenti di riflessione e confronto, momenti di convivialità e intrattenimento. E' stata un’occasione per fare un bilancio di questi primi dieci anni e per condividere con i ragazzi, le famiglie e tutte le persone che sono state vicine alla Fondazione, il raggiungimento di importanti obiettivi. E' stato inoltre possibile visitare gli appartamenti che ospitano i progetti di autonomia.

 

Ringraziamo le istituzioni, le associazioni, le aziende e tutte le persone che hanno partecipato alla Festa.

 

 

Interventi

 

Antonio Guidoni, Presidente della Fondazione Le Chiavi di Casa onlus

 

Buonasera a tutti e grazie della vostra partecipazione a questa giornata così importante per la Fondazione.

 

Mi presento: sono Antonio Guidoni presidente da circa un anno della Fondazione Le Chiavi di Casa onlus.

 

Il 2015 è l'anno in cui la Fondazione spegne le sue prime dieci candeline e ci tengo a sottolineare le sue prime dieci, perché l'augurio e la sfida quotidiana sono quelli di far crescere i progetti della Fondazione e avviare nuovi percorsi che possano avere basi solide per un proficuo futuro.

 

Il mio ringraziamento va davvero di cuore a tutti voi che avete deciso di condividere con noi questo momento, e in particolar modo il primo dei ringraziamenti va a Rino Montanari che, non solo è stato presidente della Fondazione Le Chiavi di Casa per 10 anni prima di me, ma è anche la persona che più si è spesa per la nascita di questa Fondazione che senza il suo apporto di esperienza non sarebbe nata.

 

Grazie inoltre a tutti i Fondatori e Consiglieri che hanno scelto di partecipare attivamente e in prima persona alla vita della Fondazione.

 

Grazie a tutte le famiglie dei ragazzi che aderiscono ai nostri progetti che, come me, hanno avuto fiducia in questa Fondazione e ne ha fatto l'interlocutore privilegiato per affrontare i dubbi e le necessità che si presentano di famigliari di persone con disabilità.

 

Un grazie di cuore anche a tutto il personale della Fondazione, a Laura, Gloriana, Daria e Paola che sono molto di più di un braccio operativo, sono ragazze preparate e appassionate del loro lavoro, una risorsa preziosa per la Fondazione.

 

Grazie anche a Leysa e Maia, le bravissime badanti che si prendono cura quotidianamente dei nostri ragazzi.

 

A proposto dei ragazzi che partecipano ai nostri progetti, sicuramente va a loro il ringraziamento più grande! La loro vitalità ed energia sono gli stimoli maggiori per impegnarci giornalmente nella costruzione del loro futuro durante noi, per il dopo di noi.

 

“Durante noi per il dopo di noi”, non è uno slogan di richiamo, ma la sintesi perfetta della causa sposata da Le Chiavi di Casa fin dalla sua nascita, il filo conduttore che ha accompagnato il nostro operare fino ad oggi e che ci guiderà anche in futuro.

 

Non posso, inoltre, fare a meno di ringraziare Il Distretto di committenza e garanzia Pianura Est e in particolare i Servizi Ussi Disabili Adulti del Distretto che sono sempre al nostro fianco nella gestione dei nostri progetti come partner preziosi e scrupolosi.

 

Esprimo gratitudine anche a tutti i volontari che hanno dedicato il loro tempo e messo la loro esperienza al servizio della Fondazione. In particolare grazie a Edda, a Roberto ed Eleonora volontari generosi che da anni supportano la Fondazione con le loro attività.

 

Una grande riconoscenza va anche a tutte le Associazioni e i volontari di Granarolo, vere e proprie risorse del territorio con cui abbiamo sempre stabilito sinergie che hanno prodotto azioni concrete e collaborazioni.

 

Grazie anche a tutte le Associazioni e Fondazioni che oggi sono con noi per festeggiare questo momento e in particolare grazie all'associazione Centro 21 che più tardi ci regalerà un bel momento di intrattenimento con un'esibizione di danza.

 

Infine, ma in primis, un ringraziamento sincero al Sindaco di Granarolo, Daniela Lo Conte, all'Assessore Nadia Galli e a tutta l'Amministrazione Comunale, con cui nel corso degli anni si è rinnovata una preziosa collaborazione che ci ha permesso in maniera concreta di avviare importanti progetti. Una collaborazione importante che si è rinnovata nel corso degli anni è anche quella con il Comune di Castel Maggiore, di cui ringrazio tutta l'Amministrazione e il Sindaco Belinda Gottardi.

 

Grazie davvero ad entrambi i Comuni sia per gli appartamenti e spazi che hanno messo a disposizione della Fondazione per i progetti a favore di persone con disabilità, sia per il sostegno trasversale che abbiamo sempre ricevuto.

 

Guarda il video: https://youtu.be/d-EkZCcor_o

 

Intervento di Laura Bertacchini, Responsabile del personale e amministrazione della Fondazione

 

Mi chiamo Laura Bertacchini e faccio parte della Fondazione Le Chiavi di Casa dal 2011, mi occupo della gestione del personale e degli aspetti amministrativi.

 

La Fondazione "Le Chiavi di Casa" onlus è nata nel 2005 grazie a un gruppo di genitori di ragazzi disabili che hanno sentito l'esigenza di garantire un futuro sereno ai proprio figli. L’idea è stata quella di creare un soggetto giuridico in grado di gestire percorsi di autonomia.

 

La Fondazione di Partecipazione è infatti un soggetto giuridico che può garantire alle famiglie la corretta gestione dei capitali attraverso la stipula di appositi contratti personalizzati.

 

La prima esperienza di vita indipendente è nata a Trebbo di Reno nel 2004. Si trattava di un progetto sperimentale gestito dal Distretto Socio Sanitario di Pianura Est in collaborazione con l'associazione Idee ed Esperienze. Nel 2009 le ragazze ospitate a Trebbo di Reno si sono trasferite in un appartamento a Castel Maggiore concesso dal Comune, tutt’ora operativo.

 

Nel 2011 è stata inaugurata una seconda struttura costituita da due appartamenti a Granarolo dell’Emilia, concessa in comodato gratuito per vent’anni dal Comune di Granarolo. Il primo appartamento ospita dal 2012 dei ragazzi con disabilità lieve.

 

Nel secondo appartamento a Granarolo, dotato di sollevatori e pensato per ospitare persone con disabilità più gravi, partirà a breve un progetto di vita autonoma.

 

La nostra educatrice, Gloriana Mazza, vi parlerà dopo nel dettaglio dei progetti avviati fin ora.

 

L’obbiettivo di queste esperienze è il riuscire ad evitare il trauma di una collocazione d’emergenza di una persona disabile che si trova improvvisamente sola a causa dell’improvvisa mancanza dei genitori.

 

Questi progetti permettono ai ragazzi di sperimentare il durante noi, per prepararsi con serenità al dopo di noi.

 

I progetti avviati negli anni, sono stati possibili grazie al prezioso supporto pratico ed economico della Ausl e dell’attenzione e generosità dimostrata dal Comune di Granarolo e di Castel Maggiore verso la Fondazione.

 

I ragazzi ospitati convivono con una badante che li supporta nelle attività quotidiane e nella gestione della casa. I ragazzi sono seguiti da un’educatrice professionale che coordina le fasi del progetto e ha con i ragazzi un rapporto costante. L'educatrice si rapporta inoltre anche con la badante per concordare e condividere la gestione quotidiana degli appartamenti e dei ragazzi.

 

Un aspetto positivo e molto importante di questi progetti è il basso numero di persone che vive all’interno dell’appartamento (3 per appartamento); questo consente di creare e mantenere un clima familiare garantendo un’alta qualità della vita.

 

La Fondazione ha un rappresentante legale della Fondazione, l'Avvocato Carmen Zuffa che è qui presente, disponibile per consulenze finalizzate ad aiutare le famiglie ad orientarsi tra i tanti dubbi che emergono a proposito delle questioni di carattere giuridico e sul modo migliore di tutelare il proprio figlio.

 

Per offrirvi un panorama a 360° su come lavora la Fondazione abbiamo deciso, di dare la parola a diverse figure che ruotano intorno alla Fondazione. Interverranno quindi il consulente legale della Fondazione Avv.to Carmen Zuffa, la responsabile della raccolta fondi Daria Casali e il volontario che ha seguito i laboratori video-espressivi Roberto Bertacchini e l’educatrice della Fondazione Gloriana Mazza a cui passo ora la parola.

 

Intervento di Gloriana Mazza, Educatrice professionale della Fondazione

 

Buonasera, mi chiamo Gloriana Mazza e sono un’educatrice professionale. Lavoro per la Fondazione Le Chiavi di casa dal 2012 e mi occupo del coordinamento dei due appartamenti in cui si realizza il progetto di vita indipendente.

 

La Fondazione gestisce due grandi progetti di vita indipendente per persone con disabilità cognitive lievi. Si tratta di due progetti a bassa soglia, in quanto gli utenti che ne beneficiano possiedono delle buone autonomie di partenza che nel corso del tempo possono migliorare, permettendo loro di acquisire maggiore capacità a gestire autonomamente la propria vita con il minimo sostegno di figure operative.

 

Andando nello specifico, i protagonisti dei nostri progetti sono Alberto, Guido,Mirella, Ivana, Elena e Patricia.

 

Guido e Mirella abitano nell’appartamento di Granarolo e sono sostenuti quotidianamente dalla badante Lesya. Sono due ragazzi che la mattina si recano autonomamente nei rispettivi posti di lavoro e al pomeriggio quando fanno rientro in appartamento si dedicano ad attività di tempo libero.

 

Nell’appartamento di Castel Maggiore invece vivono Elena, Ivana e Patricia, al loro fianco hanno la presenza costante della badante Maia. Anche loro la mattina escono di casa per andare a lavorare e al pomeriggio si ritrovano tutte in appartamento per condividere insieme il resto della giornata.

 

Entrambe i progetti prevedono l’impiego di una badante convivente che abita con i ragazzi e li supporta nella gestione e nell’organizzazione della casa. Il ruolo di questa figura non ha sicuramente una valenza assistenziale, la solita che siamo abituati ad attribuire al ruolo delle badanti. La badante che vive quotidianamente con i nostri ragazzi svolge un ruolo di accompagnamento nel fare qualcosa, di monitoraggio nelle mansioni relative alla gestione della casa senza doversi sostituire a loro, che sono i veri protagonisti di questo percorso focalizzandosi sempre sul grande obiettivo dell’indipendenza.

 

In questi dieci anni, il progetto di vita indipendente che si sviluppa a Castel Maggiore, ha subito un’evoluzione con il raggiungimento di obiettivi importanti legati all’autonomia. Durante la fase di avvio e di sperimentazione del progetto le ragazze durante il week end facevano rientro presso le loro famiglie, in quanto non era garantita la presenza della badante alla quale spetta il riposo contrattuale. Pertanto nel corso degli anni le ragazze hanno dimostrato di aver acquisito delle buone autonomie tali da permettere di autogestirsi durante i weekend senza la presenza della badante, partecipando in prima persona alle scelte che le riguardano e ricevendo quotidianamente gli stimoli utili per la crescita personale.

 

A tal proposito, mensilmente insieme ai ragazzi stiliamo una programmazione relativa alle attività da svolgere durante il weekend. Spesso si tratta di partecipare ad eventi organizzati dal comune di Bologna e comuni limitrofi, Associazioni del territorio, Biblioteche o semplicemente si va a mangiare una pizza, si va al cinema o al teatro. A volte vengono proposte alcune gite fuori porta in città vicine. Tutte queste attività di tempo libero garantiscono ai ragazzi l’inclusione sociale e la radicalizzazione nel territorio, oltre ad offrire loro la possibilità si sperimentare le proprie capacità di autosufficienza relative all’orientamento spazio-temporale e alla gestione del denaro.

 

Negli ultimi due anni la Fondazione ha organizzato diversi soggiorni per i ragazzi che vivono negli appartamenti. Naturalmente è risultata importante la collaborazione con la badante per garantire continuità al progetto di vita indipendente anche lontano dalle mura domestiche.

 

La formula vincente dei progetti in essere è sicuramente una forte sinergia operativa con i Servizi Socio Sanitari del Distretto di committenza e garanzia Pianura Est. La metodologia di intervento all’interno degli appartamenti si basa sul rispetto del Progetto Educativo Individuale di ogni utente che viene redatto dall’equipe tecnico operativa del progetto ( educatori professionali dell’USL e la sottoscritta), nel quale sono fondamentali: gli obiettivi educativi rispondenti ai bisogni, gli interventi educativi e i relativi processi di attuazione, i tempi di verifica dei risultati conseguiti. Una volta redatto il PEI, viene condiviso con i ragazzi e la famiglia, al fine di percorrere tutti in un’unica direzione e cioè acquisire maggiore autonomia.

 

Qualche mese fa è stato realizzato un progetto pilota relativo ai weekend di avvio alla vita indipendente, in cui alcuni ragazzi con diverse disabilità cognitive hanno voluto mettersi in gioco e sperimentare le proprie abilità in merito alla gestione della casa. Sono stati guidati dalla presenza costante di educatori, il cui ruolo è stato quello di monitorare l’andamento delle attività senza sostituirsi ai ragazzi, che hanno dimostrato coesione nel gruppo e di possedere delle buone autonomie.

 

Con lo scopo di favorire la socializzazione e stimolare le potenzialità individuali all’interno di un gruppo, la Fondazione realizza piccoli laboratori artistici. Questo è possibile grazie alla preziosissima collaborazione di alcuni volontari che hanno voluto mettere a disposizione della Fondazione le loro passioni, riuscendo a coinvolgere i ragazzi in vari ambiti.

 

La nostra amica Eleonora Castiello ha condotto un laboratorio che ha aiutato i ragazzi ad esprimere la propria creatività attraverso l’esplorazione e la sperimentazione dell’uso di materiali artistici diversi. Ad ottobre ,ad esempio, è stato realizzato un incontro dedicato alla lavorazione della pasta di mais. L’approccio è risultato adatto a tutti i ragazzi che manifestano livelli di abilità e bisogni diversi. Le attività proposte hanno incrementano anche le abilità comunicative e rafforzato il senso di autostima in ogni ragazzo.

 

A gennaio, grazie alla disponibilità di Davide, un giovanissimo volontario molto preparato, proporremo una nuova attività: un laboratorio di composizione di musica elettronica.

 

A marzo riprenderà il laboratorio video-espressivo guidato da Roberto Bertacchini, volontario che da anni porta avanti quest’attività arricchendoci di un’esperienza eccezionale che ha visto i nostri ragazzi protagonisti di numerosi video messe in scena teatrali.

 

A tal proposito, rinnovando i nostri sinceri ringraziamenti per la dedizione con cui ha guidato il laboratorio, passo la parola a Roberto Bertacchini.

 

 

Intervento di Daria Casali, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi della Fondazione

 

Ho conosciuto questo bellissimo progetto nel 2007, quando mi sono trasferita a Granarolo dell'Emilia insieme alla mia famiglia e dal 2013 ho il privilegio di poter aiutare la Fondazione a crescere tramite il mio lavoro. Mi occupo di due aspetti molto importanti, direi vitali, per la sopravvivenza di una onlus: comunicazione e raccolta fondi.

 

La COMUNICAZIONE ci permette di farci conoscere, di raccontare a tutti qual è la nostra mission e illustrare come vengono realizzati i progetti di vita indipendente per persone con disabilità. I principali strumenti che utilizziamo sono:

 

le brochure: è il nostro volantino, un biglietto da visita che spiega in modo rapido ed esaustivo chi siamo e cosa facciamo. Lo distribuiamo sempre in occasione dei banchetti e degli eventi che realizziamo. Lo trovate all'ingresso sul tavolo e vi invitiamo a prenderne alcuni e distribuirli ai vostri amici così che sempre più persone possano conoscerci.

 

la newsletter mensile che viene inviata tramite posta elettronica a circa 1000 destinatari e contiene tutte le novità e gli eventi che organizziamo.

 

il giornalino semestrale che viene stampato (solitamente abbiamo una tiratura di 1000 copie) e distribuito ogni sei mesi e contiene al proprio interno l'editoriale su temi d'attualità, una bellissima pagina culturale, interviste mirate e uno spazio sulle novità.

 

Il giornalino solitamente viene distribuito in alcuni luoghi strategici come le biblioteche, le sale d'attesa della ausl, il centro servizi volontariato i tavoli espositivi dei comuni limitrofi, e i centri sociali.

 

Questo strumento cartaceo, ci permette di dare una buona visibilità ai nostri progetti ed è ancora la modalità preferita da tutti coloro che non hanno accesso alla posta elettronica o che utilizzano poco computers, tablet, e smartphone

 

Infine aggiorniamo costantemente il sito internet, la pagina facebook e twitter: i social networks sono oggi lo strumento più immediato per rimanere sempre in contatto con i nostri sostenitori e per farci conoscere da nuove persone. La pagina facebook ha, ad esempio, più di 1000 contatti... pensate a quante persone leggono quotidianamente i nostri post! E' un'importante vetrina per dare visibilità ai nostri progetti ma anche per sensibilizzare tutti i destinatari sui temi legati alla disabilità.

 

Siamo inoltre collegati a due importanti realtà bolognesi che permettono di dare ulteriore visibilità e risonanza ai nostri progetti: Bandiera Gialla, Portale di Informazione Sociale dell'Emilia Romagna e VOLABO, Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna.

 

Come dicevo, la COMUNICAZIONE è vitale per la nostra sopravvivenza: è davvero molto importante rimanere in contatto con le famiglie, con le istituzioni, con le altre associazioni, … ed è fondamentale poter trasmettere l'importanza dei nostri progetti e farli conoscere a più persone possibili. E' proprio un dispiacere e una perdita di risorse per la società quando una onlus che lavora tanto non riesce a comunicare agli altri l'importanza del proprio lavoro!

 

Quindi... mi raccomando... d'ora in poi leggete tutti la newsletter quando la vedrete arrivare sul computer e parlate di noi per fare conoscere questa realtà perché il passaparola è ancora lo strumento più efficace.

 

E ora vorrei raccontarvi l'altro aspetto del mio lavoro: la RACCOLTA FONDI!

 

Se la Comunicazione è vitale... la raccolta fondi lo è altrettanto e di più! Raccogliere fondi significa trovare le risorse per poter realizzare i nostri progetti. Le risorse che cerchiamo noi sono sia umane (e cioè il prezioso aiuto di volontari disposti a regalarci il proprio lavoro e il proprio tempo per aiutarci nelle attività), sia economiche.

 

La raccolta fondi avviene attraverso vari canali.

 

Riceviamo donazioni liberali e organizziamo specifici eventi come pranzi di autofinanziamento, banchetti, spettacoli teatrali. Da un paio d'anni ci siamo specializzati nel confezionamento di bomboniere in feltro che vengono realizzate dalle nostre volontarie e che si possono richiedere in occasione di eventi speciali come lauree, battesimi, comunioni, cresime e matrimoni.

 

Negli ultimi anni abbiamo realizzato un importante progetto di Riuso, Riciclo e Risparmio denominato Mercatino3R in cui le persone potevano portare oggetti in buono stato che non servivano più per permettere ai nostri volontari di distribuirli ad offerta libera. Questa attività, portata avanti con impegno ed entusiasmo dalle nostre volontarie, ci ha permesso sia di raccogliere fondi che di farci conoscere nel territorio incontrando tantissime persone nuove. Adesso abbiamo momentaneamente sospeso il progetto perché i locali non sono più disponibili e siamo alla ricerca di uno spazio idoneo per poter ricominciare.

 

Partecipiamo a bandi per la richiesta di finanziamenti e a progetti online che ricevono finanziamenti a seguito di votazioni. Inoltre, cerchiamo di attivare rapporti con le aziende locali perchè crediamo molto nel lavoro di rete sul territorio e le aziende, più dei singoli privati, possono essere preziosi sponsor e donatori, godendo di agevolazioni fiscali specifiche per questo tipo di attività.

 

Il 5x1000 è un'altra grande fonte di sostentamento: dal 2007 ogni anno abbiamo circa 300 persone che pensano a noi nella loro dichiarazione dei redditi devolvendo a nostro favore il 5x1000. Un gesto che non costa nulla al contribuente ma davvero importante per le onlus.

 

A Pasqua e a Natale siamo da sempre impegnati in banchetti di raccolta fondi (ci troverete ad esempio alla Coop di Granarolo il 15 e 16 dicembre) ed è il secondo anno che ci organizziamo per confezionare pacchi natalizi presso la Maisons du Monde, al Centro Commerciale Navile. Un euro a pacco... piano piano siamo arrivati, lo scorso anno, a 1700 euro!

 

Per noi è così... tante piccole attività di raccolta fondi, un euro dopo l'altro. Chi compra il nostro uovo di Pasqua, il panettone o la borsina di tela che trovate all'entrata sta facendo molto di più che portare a casa un oggetto: sta finanziando un progetto di vita indipendente per persone con disabilità, sta investendo sul presente e sul futuro di un importante segmento della nostra comunità.

 

Infine, ricordate che è possibile fare un lascito testamentario alla Fondazione. Un lascito è un gesto d'amore consapevole e incondizionato, espressione concreta della propria volontà, che consente di tramandare i valori di solidarietà e di decidere come gestire i propri beni per il futuro.

 

Un lascito è per noi garanzia di continuità che ci permette di portare avanti gli impegni assunti nei confronti di ragazzi e ragazze disabili. Anche senza grandi patrimoni si può dare valore ad un gesto che può durare per sempre.

 

Lascio la parola all'Avvocato Carmen Zuffa che meglio di me saprà spiegarvi nel dettaglio come è possibile aiutare la Fondazione attraverso questi strumenti.