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Amici Speciali

Alessandro Bergonzoni

 

C'è chi dice:

"dopo di me, il nulla"

È una frase da eroi,

a volte da artisti,

da persone di spettacolo.

Forse lì va bene.

Per questa Fondazione

vale il contrario:

"Dopo di me, ancora"

I tre ancora:

ancora qualcosa,

ancora qualcuno,

ancora tutto.

È la regola del tre.

L'energia che non lascia mai al buio una città

non può lasciare nell'ombra

i suoi soli splendenti.

 
Alessandro Bergonzoni
 
 
Bergonzoni Alessandro
 
 
Natale per le aziende Stampa E-mail

NATALE PER LE AZIENDE

In occasione del Natale tu e la tua azienda potete scegliere di compiere un gesto di grande solidarietà: devolvere la somma destinata ai regali aziendali alla Fondazione Le Chiavi di Casa onlus e favorire così lo sviluppo di una crescente autonomia dei ragazzi disabili attraverso la costruzione di nuovi nuclei di tipo familiare prima della scomparsa dei genitori.

Potete rendere più solidale il vostro Natale scegliendo tra le nostre CESTE e le nostre LETTERE DI AUGURI.

 

Le CESTE NATALIZIE sono confezionate dalle nostre volontarie con prodotti eno-gastronomici di prima qualità. In base alle singole esigenze e preferenze è possibile concordare il contenuto sulla base dei prodotti che vi proporremo con un costo minimo per cesta di 30 Euro.

 

E' possibile inoltre scegliere le nostre LETTERE DI AUGURI personalizzate per gli auguri ai vostri dipendenti, clienti e fornitori in cui, a fronte di una piccola donazione, daremo risalto al vostro gesto di solidarietà comunicandolo al destinatario assieme agli auguri. È possibile richiedere le nostre lettere per un numero minimo di 30 destinatari e a fronte di un contributo minimo di 100 Euro.

 

Vi ricordiamo infine che, se la vostra azienda decidesse di collaborare con la nostra onlus, potrete godere di notevoli agevolazioni fiscali.

 

Vi ringraziamo per l'attenzione e rimaniamo a vostra disposizione per un colloquio personalizzato.

 

Per info e contatti: 

telefono 051.6004387

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

LETTERA del Presidente Antonio Guidoni A TUTTI I SOSTENITORI

 

cartolina-natale-rossa

 

Speciale. Mio figlio è un bambino speciale.
Forse lo pensano tutte le mamme, dei loro figli. Me ne rendo conto. Ma ora so che le cose che Giacomo non riesce a fare, e quelle che riesce a fare più, e meglio di noi, sono proprio le caratteristiche che lo rendono unico. Quando era nella mia pancia, spesso gli parlavo. Immaginavo con lui come sarebbe stato. Cosa sarebbe diventato, da grande. Che forma avrebbero avuto i suoi occhi. Quale luce, il suo sorriso. Mi sono immaginata tante volte di vederlo camminare insieme a me. Mano nella mano. Fino a quando non sarebbe stato in grado di proseguire da solo. Verso la vita. Allora la mia mano, di carne, avrebbe lasciato il posto alla mano immaginaria. Invisibile. Ma sempre stretta alla sua.


Speciale. Ci ho messo un po' di tempo a capirlo.
Quando mi hanno detto che mio figlio aveva un danno cerebrale con esiti sulla funzionalità motoria, mi ricordo che sono caduta a terra. Quello scricciolo nato prima dei sette mesi, allora pesava un chilo e mezzo. Improvvisamente mi sembrava di non avere un corpo. Che tutto intorno avesse un peso così grande, che il mio fisico non era in grado di sostenerlo. Come se, improvvisamente, il corpo non avesse più consistenza. Dallo stato solido allo stato liquido. Poche parole, pronunciate con l'enfasi del carico del peso che portavano. E il passaggio di stato.
Speciale, mi hanno detto. Sarà un bambino speciale.


Non sono stata in grado di capire subito quanta forza possa abitare dentro un corpo, seppure esile, come il mio, quando un figlio ha bisogno di te. E quanto potente possa essere un amore, capace di esuberare i limiti del possibile e di scatenare le forze più incontrollabili che ciascuno ha dentro di sé. Credo di essere nata insieme a mio figlio. Giacomo ha tirato fuori delle cose di me che non sapevo di avere. Giacomo non è la mia ragione di vita. È colui per il quale e grazie al quale io sono.
Speciale. È così, mio figlio. Solo speciale.

A volte, quando incrocio gli sguardi delle persone, mi capita di scorgere nei loro occhi il dispiacere. Riesco a scorgere il loro tormento. A volte guardano me con ammirazione. Se io, tutte le volte, avessi il potere di verbalizzare i loro pensieri, sono certa che sentirei parole che non rispecchiano la nostra condizione. Nei loro occhi, spesso, leggo la disabilità. Mi diverto a indovinarli, i pensieri di queste persone che guardano me e mio figlio. Che brava mamma! Quanta forza! Chissà quanto soffrirà! Se fosse successo a me, non credo che ce l'avrei fatta! E io, ogni volta, vorrei poter dire a queste persone che non sanno che il Signore assegna a tutti la stessa capacità di sopportare la vita. Semplicemente, qualcuno è costretto a misurarsi ogni giorno, con quella capacità. Sono più fortunati di me, tutti loro? Non lo so. So solo che a volte possono dimenticarsi che esistono delle difficoltà contro cui bisogna lottare. Ma io, quando sorrido, posso farlo con più consapevolezza.


È speciale, Giacomo.
È come tutti gli altri. È speciale come loro, non di più. Non ha superpoteri. È unico. Ha una dolcezza fuori dal comune. Una forza incredibile. È lui che mi ha insegnato a sorridere. È lui che tiene per mano me. È lui che sa reagire e spiegarmi che siamo solo noi adulti a vedere la disabilità. È un bambino felice. E la sua felicità – piena, autentica – è l'ossigeno della mia vita. Negli occhi dei bambini vedo con chiarezza il futuro di Giacomo; un bimbo comune, con altre capacità. Un bimbo che sarà un ragazzo, poi un uomo. Fidanzato, marito, amico, e comunque qualcuno a cui non si potrà non volere bene. Mi sono immaginata tante volte di vederlo camminare insieme a me. Mano nella mano. Verso la vita. Non so se, con la terapia, questo avverrà mai. Non so fino a che punto sarà in grado di proseguire da solo.


È vero. Non abbiamo mai camminato, mano nella mano, io e mio figlio. Ma abbiamo vissuto. E lo abbiamo fatto mano nella mano. E così vivremo, per sempre. Con la mia mano stretta alla sua.”

La testimonianza di questa mamma, tratta dal sito dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, tocca tutti noi da vicino. Ogni genitore di un bimbo o una bimba speciali, si è sentito di perdere le forze e cadere a terra, per poi trovare le energie necessarie per rialzarsi e combattere per la propria famiglia. Quando i figli hanno la fortuna di diventare adulti, la sfida diventa quella dell'indipendenza, dell'andare a vivere da soli, del distacco, della mano invisibile e immaginaria come dice la mamma di Giacomo. Organizzarci per far sì che i nostri figli possano cavarsela senza di noi, anche quando non ci saremo più. Organizzare il dopo di noi è un nostro dovere, è un diritto dei nostri figli. Dove vivranno quando noi non ci saremo più? Con chi? Chi si prenderà cura di loro?

 

La Fondazione Le Chiavi di Casa onlus cerca di trovare le risposte giuste a questi interrogativi e si adopera per realizzare progetti di vita indipendente per persone con disabilità durante noi... per il dopo di noi.

 

Questo Natale desidero rinnovare con forza il nostro impegno ad andare avanti, ad accogliere nuove famiglie che vogliano entrare a far parte della Fondazione, cercheremo nuovi volontari disposti a regalarci tempo ed energie, troveremo le risorse economiche necessarie e ci impegneremo tutti per proseguire nella nostra mission: realizzare progetti di vita indipendente per persone con disabilità.

 

Questo è il mio augurio personale alla Fondazione, e soprattutto è il mio augurio alla società: che tutte le persone con disabilità possano avere la possibilità di avviare un progetto che li traghetti dolcemente verso il futuro, un futuro in cui i loro genitori non ci saranno più ma nel quale saranno amorevolmente seguiti e tutelati da un ente come il nostro. “Durante noi... per il dopo di noi” significa proprio preparare i nostri figli al futuro, aiutarli a costruire un percorso di vita indipendente collaborando insieme per un'armonica e graduale separazione.

 

In occasione del Natale, dove ci si scambiano doni per dimostrare affetto, gratitudine e amore, ti chiediamo di pensare anche a noi e contribuire alla realizzazione dei progetti con una donazione utilizzando il bollettino postale oppure il nostro conto corrente bancario:

 

IT 26 V 0707236850 038000139246 presso EmilBanca di Granarolo dell’Emilia intestato a Fondazione Le Chiavi di Casa.

 

Oggi donare è ancora più vantaggioso in termini fiscali! Ti consigliamo di rivolgerti al tuo consulente di fiducia o al tuo CAF e ti ricordiamo di conservare la ricevuta di versamento, nel caso di donazione con bollettino postale o l'estratto conto del proprio conto corrente (bancario o postale) in caso di bonifico. Le donazioni in contante non rientrano in alcuna agevolazione.

 

Le donazioni saranno utilizzate per la realizzazione dei progetti della Fondazione. Siamo sempre disponibili a fissare un appuntamento con chi desidera incontrarci e visitare gli appartamenti in cui sono ospitati i nostri ragazzi, è sufficiente concordare una data per una visita.

 

Confidando nella tua sensibilità e nel tuo altruismo ti auguriamo un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.

 

 

Il Presidente

                                 Antonio Guidoni